PANDAS NEVER SLEEP/notes from asia//02

architextures: playing with the landscape
si potrebbe parlare di "superfici" "colori" "materiali"... invece no. Parliamo di tutto ciò assieme.
Si tratta di sensazioni tattili che si uniscono all'aspetto estetico, ma anche di più.
Si tratta di attraversare i confini con quel che ci sta accanto.
Giocare con questo confine, prenderlo come un margine da esplorare, un bordo da rigirare.
We could talk about "surfaces" "colors" "material"....but not! We talk about them all together.
It's about tactile sensations that merge with the aesthetic aspect, and more.
It's about crossing the border with what is near us.
Play with this boundary, take it as a margin to be explored, a border to be twisted.



Come sarebbero le nostre città se si incominciasse ad indagare con un po' di creatività e spudoratezza? Certo, in giro abbiamo degli esempi, alcuni ancora troppo criticati ed alcuni forse troppo banali nella loro "contemporaneità".
A Tokyo è bello vedere la pelle degli edifici giocare con l'ambiente esterno: alberi che attraversano uno strato della parete, luce che passa attraverso le fessure -magari infinitesimali-, superfici talmente leggere da modellarsi col vento ma con una trama tale da modificare l'aspetto in base all'angolazione dalla quale lo si guarda.
Probabilmente non è un caso se gran parte degli edifici in questione sono negozi/showroom/atelier di case di moda. Ciò che noi vediamo abitualmente non sono case, uffici, scuole, etc... Noi vediamo gli abiti che questi spazi indossano. Trattiamoli come tali. Scegliamo uno "stile" che si addica alla situazione ed all'umore del caso. Diamo la possibilità di poter cambiare l'outfit quando possibile, magari quando piove o quando è notte. Quando inizia a fare caldo e c'è bisogno di maniche corte, visiere ed anche di occhiali da sole. Scegliamo dei capi vintage, puntiamo sull'hi-tech, sul rosso Valentino o proviamo a lavorare, a tagliare su misura i materiali.
Sartoria ed architettura sono la stessa cosa, a scale differenti.
Non serve essere delle grandi firme. Ho dei vestiti fatti da mia nonna che metto ogni anno e sono sempre più belli.
Basta saper prendere le misure, prenderci la mano, tagliare e confezionare.
Occorre però averne il bisogno, sentire il freddo o la voglia di essere più belli e di star bene con ciò che si indossa.
Ma forse è anche questione di shopping, no?

Non so voi, per me è giunta l'ora di imparare a cucire.

How our cities would be if we start to investigate with a little bit of creativity and impudence? Well, we have some examples around, some of them still too much criticized and some others maybe too banal in their “contemporaneity”.
In Tokyo you see the buildings’ skin play wih the external environment: trees that cross a layer of the walls, light that goes through fissures – maybe infinitesimal -, surfaces so light that the wind shape them but with such a texture that let them change appearance based on the standpoint from which you look at them.
Maybe it’s for a reason that most of these buildings are shops/ateliers/showroom/fashion houses. What we usually see is not houses, offices, schools, etc. We see the clothes wore by these spaces. Let’s treat them like this. Let’s choose a “style” that fits with the current situation and mood. Let’s give the possibility to change he outfit whenever possible, maybe when it rains or it is night. When it starts to be hot and we need short sleeves, peaks and also eyeglasses. Let’s pick up some vintage clothes, let’s go for hi-tech, for Red Valentine, or simply let’s try to work out, to cut materials. Tailoring and architecture are the same thing, only on a different scale. Famous brands are not necessary. I have some clothes made by my grandmother that I constantly wear and every year are more fashionable. It only takes to take the measures, get acquainted, cut and seal. It also takes to feel the need of it, to feel cold or willing to be nicer and feel good with what we are wearing.
But al in all it’s also a matter of shopping, right?

For me it’s time to learn how to sew. And for you?
 

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