KEEP ON TUNE:BLACK LIPS - ARABIA MOUNTAIN - VICE - (2011)

 

In Arabia Mountain nonostante la musica liquida, le chitarre ancora la fanno da padrona.

Allora, montate un rullante dentro il lavandino, aggiungeteci due, tre tracce di battuta su frigo, uno stendino scassato e degli amplificatori abbastanza vecchi e qualitativamente mediochi, poi date tutto in mano a Mark Ronson e l'album indie dell'anno è servito!
I quattro di Atlanta arrivano al quinto lavoro in studio, con il piglio di chi sa cosa vuole senza fare il verso a nessun mostro sacro del passato,  quindi dopo aver ascoltato "Back to Back" di Amy Winehouse prendono la decisione di affidarsi al guru londinese già produttore di Maroon5, Cristina  Aguilera, Adele la già citata reginetta Amy e tanti altri. Molti di voi vedendo questa grande accozzaglia di nomi pop da classifica, vi sarete chiesti, come me del resto, ma che ci azzecca  con un gruppo sporco, cattivo ed ignorante come i Black Lips. 
Beh a lavoro finito in molti si son ricreduti, sopratutto i grandi critici da cameretta in quanto con Ronson i Black Lips hanno trovato quel sound pop vintage che da tempo cercavano senza però mai trovarlo. Questa esperienza ha insegnato loro e a noi che le superproduzoni si  sono piegate alle esigenze del mercato il più delle volte, dove il prodotto deve essere "vendibile" più che originale, ma a volte queste ci regalano delle chicche di originalità sopraffina che verranno ricordate nel tmpo, basti pensare a Screamadelica dei Primal Scream che quest'anno compie vent'anni, la produzione di Weatherall in quegli anni sancì una rottura sostanziale, le chitarre rimanevano si brutte sporche e cattive, ma le soluzioni tecnologiche e l'elettronica diventavano parte più organica nel suono di una indie band che con le discoteche o con i Kraftwerk avevano poco da condividere.
Ma torniamo ad Arabian Mountain: 

Nella traccia d'apertura "Family Tree" c'è tutto lo spirito dei BL, un sound fatto di cantina, di polvere di wiskey scadente; si continua con Modern Art è una vera bomba, ritornello tirato, un vero inno indie; si continua con la surfeggiante Spidey's Curse che fà tanto Beach Boys quanto Beatles di Abbey Road. L'Album continua gradevole e sconfinato verso le sfumature più eclettiche di un rock vintage del 2011, concludendosi nel blues da delta del Missisipi di "You Keep On Running" che che sembra cantato da un Bukka White Aberdeen bianco.

Bene io ho detto tutto, ora tocca a voi!
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