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Undici mostre, undici spazi espositivi, otto città, ma stessi protagonisti: Damien Hirst, i suoi Spot paintings e le Gagosian gallery di tutto il mondo.

Eleven exhibitions, eleven exhibition halls, eight cities, but the same protagonists: Damien Hirst's Spot Paintings and Gagosian galleries from around the world.

New York, Londra, Parigi, Los Angeles, Roma, Atene, Ginevra e Hong Kong lo scorso 12 Gennaio sono state contemporaneamente invase da oltre 300 lavori del young british artist per eccellenza.
Larry Gagosian, tra i più potenti mercanti d’arte, li ha raccolti da collezioni pubbliche e private per riunirli in The Complete Spot Paintings 1986-2011, monumentale mostra diffusa e dislocata, sulla quale “non tramonta mai il sole”.

New York, London, Paris, Los Angeles, Rome, Athens, Geneva and Hong Kong last January 12 have been invaded simultaneously by more than 300 works of young British artist par excellence.
Larry Gagosian, between the most powerful art dealers, collected them from public and private collections to bring them together in The Complete Spot Paintings 1986-2011, a monumental show, diffuse and dislocated, on which "the sun never sets."

Il più piccolo e il più grande, il primo e il più recente, tutti i pallini di Hirst sono ora riuniti nella rete-Gagosian, che, oltre a pubblicarne un catalogo completo, ne fornirà una versione ridotta per Ipad entro la fine di Gennaio.
Le opere attualmente in mostra non sono che un quinto della serie completa: 1500 dipinti di cui solo i primi cinque sono stati effettivamente realizzati dalla mano dell’artista.
Tele bianche ricoperte di pois colorati da mani abili a fidate di collaboratori che realizzano l’idea madre di Damien Hirst: spaesare lo spettatore con un effetto di vertigine causato dalle variazioni di colore da un pallino all’altro che danno origine ad un’illusione visiva.
Un effetto psichedelico, non solo richiamato dai titoli di queste opere che a volte citano direttamente la principale delle sostanze allucinogene, LSD, ma che inoltre ci rimanda subito ad altri fondamentali lavori dell’artista inglese: installazioni come Lullaby Spring, che ci invitano a riflettere sul mondo della medicina e della farmacodipendenza in particolare.

The smallest and the largest, the first and the most recent, all pellets Hirst are now gathered in the net-Gagosian, who, in addition to publishing a complete catalog, makes a smaller version for Ipad by the end of January.
The works currently on display are only a fifth of the whole series: 1500 paintings of which only the top five were actually made by the artist.
White canvases covered with polka dots colored by skilled hands in trust by employees who make the mother idea of Damien Hirst's: make the viewer lost with a vertigo effect caused by color variations from one dot to another, giving rise to a visual illusion .
A psychedelic effect, not only reminded by the titles of these works that sometimes quote directly to the main hallucinogenic drugs, LSD, but that also brings us back to fundamental works of the artist: installations such as Lullaby Spring, which invite us to reflect about the world of medicine and medicine addiction in particular.

Ne I Paradisi artificiali Charles Baudelaire scriveva: “L’inclinazione frenetica dell’uomo per tutte le sostanze, salutari o rischiose (…) testimonia della sua grandezza. Perché aspira sempre a riaccendere le proprie speranze e a elevarsi verso l’infinito. Ma bisogna vedere i risultati.” Così, sempre sulle dipendenze e i suoi effetti devastanti, Damien Hirst realizza Party time, un posacenere gigante riempito con mozziconi di sigarette e pacchetti vuoti. In proposito l’artista ha parlato di “lento suicidio attraverso il fumo”, perché “il pacchetto di sigarette è vita possibile, (…) l’accendino è Dio (…) e il posacenere è il cimitero”.

In Artificial paradises Charles Baudelaire wrote: "The frantic man's inclination for all substances, healthy or risky (...) testifies to his greatness. Because is continuously endeavoring to rekindle their hopes and rise towards infinity. But you have to see the results." Thus, always about the addictions and its devastating effects, Damien Hirst realizes Party time, a giant ashtray filled with cigarette butts and empty packets. In this respect, the artist spoke of "slow suicide through the smoke," because "the package of cigarettes is possible life (...) the lighter is God (...) and the ashtray is a graveyard."

La morte nell’opera di Hirst però non sembra affatto temuta, bensì sbeffeggiata e irrisa. In For the love of God il teschio, reliquia del cadavere, viene ricoperto di diamanti e diventa modello esemplare di feticcio per la nostra società.

But the death in the work of Hirst's does not seem at all feared, but mocked and ridiculed. With For the love of God the skull, a relic of the corpse, is covered with diamonds and become an exemplary model of fetish for our society.

Nella vasta serie di opere con animali immersi in vasche di formaldeide, la morte è invece sospesa e, grazie ad un composto chimico, la conseguente decomposizione dei corpi quantomeno rallentata. Significativa The physical impossibility of death in the mind of someone living, quasi un’ottimistica sfida alla nostra caducità.

In the vast series of works with animals immersed in tanks of formaldehyde, death is being suspended and, due to a chemical compound, the resulting decomposition of bodies at least slowed down. The physical impossibility of death in the mind of someone living is quite significant, almost an optimistic challenge to our mortality.

Ma qualcosa che effettivamente sopravvive di noi oltre la morte esiste: sono i ricordi, i racconti, i miti e le leggende. E Damien Hirst sembra ricordarcelo con opere come The Dream, dove questa volta immerso nella formalina, dopo squali, pecore e mucche, c’è un unicorno.

But something of us which really survives after death exists: the memories, stories, myths and legends. It seems to remind Damien Hirst, with works like The Dream, where this time immersed in formalin, after sharks, sheep and cows, there is a unicorn.

Attesissima la sua prima retrospettiva ad Aprile 2012 alla Tate Modern di Londra, dove saranno ospitati i lavori che hanno reso Damien Hirst artista tra i più quotati e chiacchierati, spesso criticato per essere nient’altro che un genio del marketing, un arti-star.
Nel dubbio potete viaggiare e visitare tutte le sedi Gagosian che lo ospitano con i suoi Spot paintings e potrete vincere una stampa autografata…

Awaited his first retrospective to April 2012 at Tate Modern in London, which host the works that made Damien Hirst one artist of the most quoted and talked about, often criticized for being nothing more than a marketing genius, a star-tist.
 If in doubt you can travel and visit all the sites that host Gagosian with his Spot paintings and you could win a print signed...

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Damien Hirst, nato a Bristol (Inghilterra) nel 1965, vive e lavora a Londra e Devon (Regno Unito).
Nel 1995 ha ricevuto il prestigioso premio Turner Prize. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Tra le mostre ricordiamo: Cornucopia, Oceanographic Museum, Monaco, 2010; No love lost, The Wallace Collection, Londra, 2009; A selection of works by Damien Hirst from various collections, Museum of Fine Arts, Boston, 2005.

Damien Hirst, born in Bristol (England) in 1965, he lives and works in London and Devon (United Kingdom).
He received the Turner Prize in 1995. His work is included in many important public and private collections throughout the world.
Between the exhibitions: Cornucopia, Oceanographic Museum, Monaco, 2010; No love lost, The Wallace Collection, Londra, 2009; A selection of works by Damien Hirst from various collections, Museum of Fine Arts, Boston, 2005.
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