OBAMA

Non siamo un blog che si schiera, non vogliamo parlare di politica e non lo faremo, vorremo solo dire la nostra in questo momento, poichè oggi forse non è un giorno comune per tutti.


Sono anni che i repubblicani in USA hanno il primato alla Casa Bianca, ultimo presidente democratico fu al tempo Clinton, dopo anni che non mettevano più piede nella Presidential House.

Arrivò poi il periodo Bush, comprese tutte le scelte che furono fatte, l'attacco subito alle Torri Gemelle, l'inizio della guerra in Iraq, il pugno duro sulla politica estera e le ferme decisioni in campo militare; non è la prima volta che il "pugno duro" viene usato simbolicamente, non solo chi è al potere molte volte esprime le proprie idee.

James Meredith intraprese una marcia di duecento chilometri da Memphis a Jackson, in Mississipi, nel tentativo di dimostrare ai neri che non vi erano ragioni per temere aggressioni iscrivendosi nelle liste elettorali. Dopo pochi chilometri, durante una rappresaglia scatenata dagli oltranzisti bianchi, Meredith fu ferito da un colpo di arma da fuoco. Fra gli insulti dei bianchi, la marcia fu portata a termine dagli altri esponenti del movimento, come Martin Luther King e Stokely Carmichael. In quell'occasione quest'ultimo, a Jackson, lanciò per la prima volta lo slogan "Black Power".


Estate 1968, finale dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico. Primo Tommie Smith, terzo John Carlos. Sul podio i due afro-americani ricevono le medaglie alzando il pugno in un guanto nero. Un gesto silenzioso, rispettoso e fragoroso a sostegno del Black Power, dei diritti civili e dei marginalizzati del mondo. Una delle immagini più significative fissate nella memoria storica del pianeta, ben oltre l’ambito sportivo. Quasi 40 anni dopo, Tommie Smith illustra gli antecedenti e i dettagli di quel gesto, cosa ha significato per lui e per la sua vita, nonchè i riflessi per un’intera generazione.
Alla domanda: "Tommie Smith, bring us back to this moment in Mexico City", egli rispose: "In retrospect—hello, David, by the way. In retrospect, it was a time when, of course, as mentioned earlier, social change, the assassinations, the apartheid situation was very strong, the Democratic convention—a lot of things was changing, especially on college campuses. The students were, I think, ready for a change, and I think they prompted the issue, the situation, by getting involved themselves. And, of course, being a college senior and an athlete on the world level, I was asked many times over, not just by students, but by politicians and sociologists, what was my take on the different changes and the system that didn’t represent those who had put in work in terms of lives from slavery to that point and what would be my contribution to the feeling, to the need to bring about a change, so the future generations must understand that it was history, and it is history, and that must be addressed.
So I was one of the people that was brought to the opening of that door to walk through and speak on terms of the change, which I was a part of. And I’m still to this day not unhappy because of what happened. In fact, I’m very happy and very proud that—it took forty years, but people are finally beginning to see that what happened in ‘68 wasn’t a dejection of the American flag, only the way that an African American was treated in a country that did not represent them in terms of their input in the growth of that country."

Era un segno di protesta passiva il pugno alzato, un dire al mondo, che in quel momento, un afro-americano in USA non era poi così libero di dire la sua, erano sicuramente tempi difficili, fatto sta che i due vennero squalificati e privati delle loro medaglie.

Ieri notte, lo stato dell'Ohio ha dato la maggioranza di voti a Barack Obama, praticamente consegnandogli la volata finale e la presidenza dello stato americano; una notte completamente diversa, dove per la prima volta nella storia americana, nella Casa Bianca va al potere un afro-americano; cambio di rotta quindi, non di una piccola parte di popolazione, ma di un'intera nazione, che per la prima volta dopo anni, si vede rappresentata da un personaggio che può risultare scomodo, un tale che forse qualche anno fa avremmo visto su qualche fiction americana, su qualche locale al violoncello di un buon gruppo jazz o come giornalista a far foto e domande ma che da oggi invece, altro non è che il primo presidente di colore della storia americana.




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