06
lug

SEBASTIANO MAURI | WHO’S YOUR GOD?



Sincretismo. Così si può riassumere in una parola l’arte di Sebastiano Mauri. Video e installazioni generate dalla globalizzazione, dal multiculturalismo, dall’ibridazione di elementi molto diversi fra loro. O no?

Syncretism. So we can summarize in one word the art of Sebastiano Mauri. Videos and installations created by globalization, multiculturalism, the crossing of elements very different. Or not?



In numerose opere dell’artista italo-argentino ritroviamo una fusione di elementi semantici provenienti dalle culture più geograficamente lontane fra loro. La sua riflessione si incentra soprattutto sulla religione e, in particolare, sulle varie rappresentazioni delle divinità nei vari credo.
Nell’installazione My God is your God il dio che Mauri ci presenta è una figura ottenuta dall’unione delle caratteristiche fisiche di Gesù, Shiva e Horus: tre divinità che hanno inaspettatamente molto in comune, nelle vicende e nelle biografie, a partire da un originario culto del sole. Così, come lo stesso artista dice, “(...) My God is your God è l’esercizio di immaginare Dio come una categoria flessibile, antica e modernissima al tempo stesso”.

In many Anglo-Argentine artist's works we find the fusion of semantic elements from multiple cultures, geographically far apart. His research focuses mainly on religion and, in particular, on the different representations of the deities in the different beliefs.
In the installation My God is your God the God who presents us Mauri is a figure obtained by the union of the physical characteristics of Jesus, Shiva, and Horus: three gods who have unexpectedly much in common, in the events and in the biographies, from a original worship of the sun. Thus, as the artist himself says, "(...) My God is your God is the exercise of imagining God as a flexible category, ancient and modern at the same time."


Per assemblare i suoi Altars l’artista utilizza prodotti di merchandising popolare, realizzando dei microset in cui le divinità appaiono sospese in un mondo più kitsch che metafisico, ma solo perché ispirato alle immagini votive correnti. Dio infatti è sostanzialmente un essere che nessuno ha mai visto, ma nella cui esistenza gli uomini credono. Così, le immagini che ne abbiamo sono solo delle ideali rappresentazioni.

To assemble his Altars, the artist uses the popular merchandising products, creating microsets where the deities are suspended in a world more kitsch than metaphysical, but only because it inspired by currents votive images. God is essentially a being that nobody has ever seen, but in which men believe. Thus, the images that we have are only ideal representations.


Questa stessa caratteristica è propria degli alieni e Sebastiano Mauri ha provato ad immaginare cosa succederebbe ribaltando i ruoli: nella serie di sculture Aliens, degli extraterrestri mostrano ai propri simili dei souvenir dal pianeta Terra e scopriamo che, aspetto a parte, nel comportamento non sono così diversi da noi.
Questa serie sembra invitarci ad abbattere ogni pregiudizio nei confronti dell’Altro, di chi ci è estraneo, che ha una cultura, una lingua o dei tratti differenti. Se l’omologazione appiattisce e non dà dignità al singolo individuo, le diversità al contrario arricchiscono.

This same feature is characteristic of the aliens and Sebastiano Mauri tried to imagine what would happen reversing the roles: in the series of sculptures Aliens, extraterrestrials show their similar souvenirs from planet Earth and we discover that, aside from appearance, behavior is not so different from us.
This series seems to invite us to break down any prejudice against the Other, who is alien, who has a culture, language, or different traits. If standardization flattens us and gives no dignity to the individual, diversity, contrary, enriches.


Nel video Immanence la nostra flessibilità mentale è in un certo senso messa alla prova e, se proveremo a trarre delle conclusioni dalle immagini iniziali, verremo smentiti. Questo video infatti, il cui titolo rimanda al concetto buddista di “immanenza” secondo cui una stessa anima può coesistere in due corpi differenti, è composto di diversi frammenti che “spiano” dei momenti della vita di ognuno dei protagonisti: all’inizio l’artista ce li presenta tramite uno stretto primo piano che nasconde il contesto, e solo in un secondo momento ci mostra quello che sta accadendo realmente (guarda qui un estratto del video http://www.sebastianomauri.com/works_video.php?id=2).

In the video Immanence our mental flexibility is in a sense put to the test and, if you try to draw some conclusions from the initial images, we will be proven wrong. This video in fact, whose title refers to the Buddhist concept of "immanence", which says that one soul can exist in two different bodies, is composed of several fragments that "spy" moments of the life of each of the protagonists: at the beginning  the artist presents them through a narrow first floor that hides the context, and only later shows us what is really happening (see here an extract from the video http://www.sebastianomauri.com/works_video.php?id=2).


Scriveva Erich Fromm in Avere o essere: “Il bisogno di religione è radicato nelle fondamentali condizioni di esistenza della specie umana”, e ancora: “Il problema non è però formulabile con la domanda: religione o no?, ma soltanto come: che tipo di religione?”. Quella di Mauri è sicuramente la meno conflittuale, raccolta in un’unica preghiera panteistica.

Erich Fromm wrote in To Have or to be: "The need of religion is rooted in the fundamental conditions of existence of the human species", and again: "The problem is not formulated with the question: religion or not?, but only as: what kind of religion?". The one of Mauri is definitely one of the less confrontational, collected in one pantheistic prayer.


Sebastiano Mauri, di origine italo-argentina, nato a Milano nel 1972, ha vissuto e lavorato per anni tra Milano, New York e Buenos Aires.
Si è laureato alla scuola di cinema della New York University e per i suoi cortometraggi ha vinto il Warner Brothers Award e il Martin Scorsese Post-Production Award. Ha studiato alla Byam Shaw School of Art di Londra e all’Art Students League di New York. Artista visivo, le sue opere sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo.
Ha recentemente pubblicato il suo primo romanzo Goditi il problema, Rizzoli, 2012.

Sebastiano Mauri, an Italian-Argentine, was born in Milan in 1972, has lived and worked for years in Milan, New York and Buenos Aires.
He graduated from film school at New York University for his short films and has won the Warner Brothers Award and the Martin Scorsese Post-Production Award. He studied at the Byam Shaw School of Art and the Art Students League of New York. Visual artist, his works have been exhibited in galleries and museums around the world.
He recently published his first novel Enjoy the issue, Rizzoli, 2012.

Commenti (2)

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Mi piace molto, questo Sebastiano Mauri. Per essere più preciso mi piace fisicamente, bello. Mi piace anche il suo lavoro, che non trovo geniale ma che giova allo spirito, il che suffice. Purtroppo ha fatto quella trasmissione sfortunata con quella conduttrice scema che scimmiotta e lecca i piedi alla gente ricca, tizia di cui non ricordo il nome (grazie a Dio) e trasmissione il cui nome non ho mai conosciuto perché vivo fuori dall'Italia (ne ho veduto un paio di spezzoni dopo aver letto un articolo su Repubblica).....Ma lui è stupidamente snob come appare oppure la tipa è riuscita in un montaggio stratosferico tendente a dimostrare che tutti noi omosessuali siamo così: "ci circondiamo innanzi tutto di Umberti Eco come se piovesse, spargiamo sulla pasta un poco di Bob Marley, un paio di negretti senza arte né parte che fanno tanto democratico, abbiamo zie modernissime piene di quadri nostri, mettiamo a tavola un paio di cani ed è questa la ricetta così, magica direi, che ci fa tanto sofferti e unici..." Purtoppo il buon Sebastiano ne esce ridicolo, un poco imbranato davanti alla difesa di una madre un poco superficiale ma di buoni sentimenti, da un padre ricco che si compiace delle frequentazioni e le snocciola così come se niente fosse....Mi spiace sinceramente perché sebbene in misura ridotta, vengo dallo stesso tipo di ambiente, che fuggii molto presto, che trovavo stupido e fatiscente, che mi cauzionava quando in realtà voleva essere cauzionato da quelli come me...No questo Sebastiano, Seba, come mostrato dalla tivù non ha nulla di rivoluzionario, nulla che faccia trasparire grandi ricerche interiori, nulla di simpatico, nulla di politico, sociale. Solo compiacimento narcisista. Spero di sbagliarmi ma mi viene in mente quella barzelletta in cui il figlio va dal padre e gli dice "papà sono gay" ed il padre lo guarda e gli chiede "hai la Ferrari o almeno l'Audi? "no" "vesti Armani?" "a volte Emporio, sai jeans eccetera" "hai amici della buona società?" "no mi vedo con i soliti gatti del bar dell'angolo", "ma almeno guadagni moltissimo?" "no il solito stipendietto da fame come maestro elementare". Allora il padre incazzato gli dice "ma figlio mio non sei gay, sei frocio!". Ecco, che pare che la conduttrice abbia voluto dimostrare questo disprezzante assioma che finché sei bello, di successo e con un pacco di soldi, accessoriamente di vecchia data, allora puoi permetterti il "doloroso" coming out, altrimenti statti zitto che è meglio che sei nfrocio e nun te se fila nessuno....
Corrado, a me Seba sembra proprio un tesoro. Ma non è che sei geloso perchè dicono sia il moroso di Filippo Timi?

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