INK THE KITCHEN - COOKING BY DUMMIES: LA CUCINA DA E PER TONTOLONI




Mentre i miei colleghi erano in laguna a fare gli intellettuali io stavo disperatamente cercando di riprendermi da un lungo periodo di disorganizzaione del quale, se fossi davvero professionale, non dovrei neanche parlare.
E’ il momento di rimettersi in carreggiata e voglio farlo nel migliore dei modi. Qualche mese fa mi sono imbattuta in quello che mi è sembrato il più geniale blog di cucina mai visitato. Il nome Cooking By Dummies dice già molto, ma di certo non tutto. Dopo averlo scandagliato a fondo ho approfondito la ricerca. Tra i primi risultati ovviamente esce la pagina Facebook, faccio like e spulcio tra le identità dei giovani ideatori e scopro che si sono laureati ad Urbino... quasi dei colleghi. Faccio per scrivere il post poi, l’illuminazione... E se provassi ad intervistarli? Detto, fatto. Eccoci qui con Saverio e Lorenz, ideatori, redattori, cuochi e fotografi di Cooking By Dummies. Iniziamo spiegando questo nome.

* per comodità d’ora in poi indicherò con la lettera I. di intervistatrice (!) le domande e con la lettera D. le risposte dei nostri dummies.

D. Il nome, il nome perchè tutto nasce dal fatto che siamo dei nerd e che essenzialmente siamo sempre di fronte al compute. Bene o male, per ogni argomento che riguarda l’informatica c’è un manuale che si chiama “x for dummies”, per tontoloni, visto che in questo caso i tontoloni siamo noi che cuciniamo, abbiamo pensato di sostituire il “for” con il “by” che rende l’idea.

I. Spiegazione esaustiva. Ripetiamo che siete online da qualche mese, otto mesi per la precisione (alla data dell’intervista 12 mag 2011, ndr). Il progetto, invece nasce da...?

D. Otto mesi e un giorno!

I. Facendo di necessità virtù il fatto che per anni vi siete dovuti cimentare ai fornelli...

D. Esatto! Per non mangiar soltanto piadine e insalata. 

(Tralascio qui una disquisizione sulla malvagità della crescia urbinate, per chi non la conoscesse una  specie di piadina sfogliata e fritta, ovviamente farcita, ndr)

I. Quanto tempo dedicate al blog, tra la ricerca delle ricette, l’elaborazione vera e propria e la cura della pubblicazione che, ricordiamo è ricca di sarcarsmo e corredata di esilarante reportage fotografico? 

D. Bhè, sempre troppo tempo rispetto a quello che dovremmo. Diciamo che nell’arco di una settimana, un giorno è tutto per il blog. Dipende dal numero di ricette che facciamo, però almeno due o tre serate. In realtà poi questo è il tempo non considerando quello in cui cuciniamo, quello fa invece parte del tempo in cui si mangia.

I. E le vittime? Quante ne sono state mietute rispetto al tempo dedicato al piano malvagio?

D. Bhe un’ottima proporzione 1:1, almeno! In realtà fino ad ora non abbiamo ancora ucciso nessuno, ma questo in gran parte è dato dal fatto che non si fida più nessuno di assaggiare le nostre preparazioni.

I. E’ vero, infatti, che gli amici sono ritratti prevalentemente nella prima ricetta, quella della fonduta. Poi c’è una latitanza inspiegabile di amicizie! Mentre invece mano a mano che scrivete compaiono dei termini prettamente culinari, come mondare... Non è che a furia di scrivere state diventando sempre meno “dummies”?

D. Mhhhhhhhhhhh. Mha! Questa potrebbe essere un’ottima teoria, sbagliata di principio! Bhè in realtà un miglioramento progressivo ci sarà, non tanto nel cucinare, quanto nell’organizzarci con i tempi. Prima per fare un uovo sodo, fare le foto e tutto quanto ci mettevamo una giornata, invece adesso siamo super dinamici! 




I. Bhè ma saprete che la cucina è per lo più organizzazione, quindi siete sulla buona strada! E quando non sarete più dummies come chiamerete il blog?

D. Il rischio che ciò accada è molto ridotto, poi in ogni caso saremo dummies in tante altre cose (modesti, ndr).

I. Io personalmente spero che  non perda questa natura, trovo che il vostro blog sia innovativo per questo.

D. No infatti la cosa divertente è che speriamo che anche chi legge il blog non sappia cucinare come noi.

I. In numerose ricette ci sono ingredienti di ispirazione asiatica come zenzero, soia, wasabi (tritato a kili nelle fragole) da dove viene questa passione per la cucina orientale?

D. Qui tutto nasce dal sushi di cui Saverio è un grande consumatore e/o produttore. Questo nasce dal fatto che a dispetto di quello che si può immaginare noi poi le ricette le mangiamo veramente. Quindi quando compriamo delle cose per una ricetta le riutilizziamo anche per quelle successive.

I. Qui i dummies ci insegnano anche nozioni di economia domestica (altro che la Clerici!). Ho visto anche che a lato delle ricette compaio dei consigli pratici che, data la loro fondatezza scientifica comprovata, sono l’elemento che un più si allontana dallo stile del blog.

D. In gran parte i consigli sono nati dall’esperienza. Per esempio quando cucinavamo la sacher ci siamo accorti che se uno mischia l’acqua al cioccolato caldo avviene l’improbabile e l’irreparabile così abbiamo pensato di scriverlo. Consigli basati sull’esperienza e su wikipedia. Da bravi nerd!

I. Lorenz e Saverio. Chi sono fuori dalla cucina?

D. Ah. essenzialmente quello che sono ai fornelli, non cambia di molto. Due deficienti (questo lo dicono loro, ndr) che provano varie cose nella vita con successi altalenanti. Ci descriverei in questa maniera. 

I. Altalenanti non proprio! Siete due informatici e lavorate da informatici in più c’è chi porta avanti delle passioni, come la musica... Chi dei due contribuisce maggiormente all’apporto musicale di fine ricetta? E’ la passione che vi guida o la scelta avviene su base tematica per suggerire il mood adatto alla degustazione?

D. Che domanda difficile! A volte la scelta è proprio chiara, lapalissiana, altre volte invece cerchiamo ore qualcosa su youtube di compatibile con la ricetta, senza gran successo (che giovani disfattisti! ndr) Poi in realtà non è sempre solo musicale, cioè in genere sì, ma abbiamo anche postato cose che avevano ben poco di musicale come per esempio la musica dei pianeti, che è quella teoria per cui i pianeti fanno rumore, però in realtà non si sente niente, quindi abbiamo messo un video muto. Non siamo dei sommelier musicali!

I. Abbiamo già detto che siete dei nerd. Quanto è nerd la cucina dei dummies?

D. Secondo noi la cucina è una cosa intrinsecamente un po’ nerd, perchè c’è un’attenzione al dettaglio che va un po’ oltre il normale. Il fatto per esempio di avere un coltello per tagliare ogni tipo di formaggio, cioè noi non ce l’abbiamo, ma teoricamente... bhè è una cosa che è nerd di suo e ci piace! E poi ci sono degli attrezzini che abbiamo, tipicamente nerd come il guanto da forno pixel, le formine per il ghiaccio a forma di Titanic e di iceberg o a forma di alieni di space invaders. C’è anche una bibbia a cui ogni tanto ci ispiriamo che è Cooking for Geeks che è la nostra guida spirituale più seria. Poi ce ne sono altre un po’ meno serie come Emeril Lagasse, il cuoco che quando cucina urla sempre BAM! E la cosa ci ha un po’ contagiato. 

I. Progetti futuri?

D. Inaugurato con i supplì di riso, lo streaming in diretta via ustream è stato sorprendentemente un seccesso. Una ventina di contatti che ci vedevano cucinare e commentavano con commenti indicibili in diretta, ma tutti giusti! Questa potrebbe essere la nuova frontiera del blog. Poi visto che io (Saverio, ndr) ho deciso di inziare a godere della fama, pensavamo di cominciare a fare qualcosa di più collaborativo con gli utenti, ma questo forse un pochino più in là. Poi c’è da dire che il vero scopo del blog è mettere per iscritto tutte le stron****, posso dire stron****, che diciamo durante la giornata. Tipo mentre cuciniamo diciamo delle cavolate e corriamo a scriverle per non perderle. Forse riusciremo a fare qualcosa quando avremo un logo serio, tipo tazze e merchandising da regalare quando raggiungeremo il 128 esimo like su Facebook! E comunque l’obiettivo finale del blog è la conquista mondiale.

I. Inutile chiedere con quali mezzi?

D. L’avvelenamento della popolazione, quindi la conquista mondiale passa un po’ per lo sterminio. Rimarremo noi due e gli affiliati della prima ora che già hanno gli anticorpi per le ricette. Potremmo dire che “un like su Facebook, salva una vita”!

I. Ecco io il mio l’ho già messo, quindi possiamo dire che sono salva! 

Arriva il momento in cui, increduli per l’intervista appena rilasciata, passano al contrattacco rivolgendo a me una sola fatidica domanda che rivela ancora una volta l’immensa modestia di questo duo culinario:

“Ma te, come ci hai trovato?” Non sto ovviamente qui a svelarvi le mie risorse, riporto la conclusione della conversazione con questi due giovani brillanti che si rivolgono proprio a voi, popolo della rete. 

Aggiunge Saverio: Siamo aperti a consigli e suggerimenti di ogni genere, anche espressi in modo violento.

I. Quindi questo è un invito a chi visiterà la vostra pagina a insultarvi?

D. Anche, il nostro narcisismo si nutre anche di questo!

Orsù cosa aspettate, fate like alla pagina Facebook, se non dovesse interessarvi la cucina vi sarete guadagnati la salvezza nel caso in cui il piano diabolico di Lorenz e Saverio vada a buon termine.


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